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September 2, 2012
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Leiby velgmon

Fan Art / Skins©2012-2014 velgmon
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La testa poggiata sulle ginocchia appena piegate, l'acqua calda a coprirmi fino alla vita, la sensazione poteva essere quella di assoluto relax se non ci fosse stata lei dietro di me. Immersa anche lei nella vasca, le gambe intorno alle mie aveva cominciato a massaggiarmi e tutto questo era stato piacevole tanto che mi ero scelta quella posizione per meglio offrirle la schiena. Aveva fatto scendere un filo di bagnoschiuma dal collo per rendere il massaggio più languido e io mi ero affidata alle sue mani, aveva manipolato, accarezzato e sfregato fino a quando i miei muscoli si erano rilassati. Improvvisamente sobbalzai, un freddo pungente in contrasto col calore dell'acqua mi colpì alla schiena come un ago lungo e sottile. Lei cominciò a strisciare un cubetto di ghiaccio lungo la colonna vertebrale facendo appena pressione, la sensazione mi tolse il respiro e passati i primi secondi di spiacevole sorpresa, il tutto diventò dolorosamente eccitante. Il cubetto si sciolse e lei ne prese subito un altro, il gioco cambiò. I massaggi si fecero circolari sulle scapole e quando cominciai a godere del suo tocco anche il secondo cubetto si sciolse troppo in fretta a causa del vapore. Stavo per chiederle di rifarlo quando mi anticipò e le sue dita ancora fredde e intorpidite dal ghiaccio mi sfiorarono lungo la curva cervicale, ancora più esposta dalla posizione in cui ero seduta, piano con i pollici alternò carezze e pressione dei polpastrelli.
Chiusi gli occhi e mi concentrai a sentire ogni singolo tocco delle sue dita e involontariamente sospirai,un sospiro leggero quasi impercettibile; mi trattenni, non volevo che lei capisse quanto fossi desiderosa delle sue mani dappertutto ed essere troppo cedevole l'avrebbe fatta smettere.
Si fermò improvvisamente, ecco la mia paura si era avverata!
Quando pensavo ormai che il gioco tra noi fosse stato interrotto dal mio stupido sospiro, la sentì sporgersi in avanti e restai immobile a tentare di capire quale fosse la sua intenzione.
Spalancai gli occhi e il petto mi si gonfiò impercettibilmente a causa del gesto inaspettato, mi morse alla base del collo; i suoi denti strinsero la carne appena, quel tanto che basta per farmi sentire la pressione ma non tanto da farmi male. Mollò la presa quasi subito. “No ti prego, non smettere adesso” pensai così intensamente che quasi speravo che lei sentisse l'eco del mio pensiero e mi accontentasse.
Prese un cubetto di ghiaccio e lo portò alla bocca, in quel silenzio udii il leggero scricchiolare del cubetto tra i denti. Ero perplessa da quel gesto e il fatto che lei non si muovesse mi lasciava una sottile angoscia, lei rimase immobile . “Cosa hai intenzione di fare?” pensavo e intanto speravo e attendevo immobile. Fu un'attesa lunga, ogni secondo aumentava il timore che lei si alzasse e mi lasciasse lì a fissare il vuoto, da sola.
Si mosse, si avvicinò alla mia spalla destra e poggiò le labbra rese gelide dal ghiaccio ormai sciolto.
Furono piccoli baci freddi, brevi dalla spalla a salire verso il collo. Chinai la testa di lato per offrire un lembo di pelle in più.
Un lieve sorriso mi comparve in volto immaginando le sue labbra violacee che segnavano ogni centimetro del mio collo.
Ormai quei piccoli baci freddi si erano scaldati col calore della mia pelle e forse lo capì anche lei tanto che prese un altro cubetto tra i denti. Ricominciò esattamente dal punto in cui aveva smesso e da lì salì strisciando il ghiaccio fino alla base dell' orecchio. Si fermò e alitò appena un filo gelido che mi fece trasalire. Fu un attimo, un solo secondo e poi spinse il cubetto fino alla guancia.
Girai la testa verso di lei e mi ritrovai con le labbra quasi attaccate alle sue, pochi millimetri ci separavano da un contatto. Lei mi poggiò il cubetto sulla bocca che tenevo schiusa in attesa di riceverla, il calore delle nostre labbra sciolse il cubetto molto più velocemente tanto che piccole goccioline d'acqua colarono giù. Per un attimo fummo occhi negli occhi ma subito abbassai lo sguardo. L'attesa mi sembrò infinita ma con lentezza esasperante finalmente il ghiaccio si sciolse e le mie labbra furono una cosa sola con la sue.
Dapprima fu un bacio dolce e freddo come la brezza mattutina di una giornata invernale, ma le nostre labbra a contatto una con l'altra per una meravigliosa reazione chimica, si scaldarono. Schiusi la bocca e la sua lingua entrò a cercare la mia.


Le lingue si toccarono, si sfiorarono, danzarono in una coreografia che solo la frenesia del desiderio poteva concepire. Mi prese il labbro inferiore tra i denti e lo mordicchiò a piccoli morsi, la punta della sua lingua ridisegnò il contorno delle mie labbra e in quel momento un fiotto di calore scese tra le mie gambe, lo stomaco fu invaso da mille farfalle impazzite.
Lei si staccò lasciandomi smarrita , quasi svuotata. Mi prese le spalle e mi tirò a sé, sentì i suoi seni contro la schiena, mi mise la mano in fronte e mi spinse a poggiare la testa contro la sua spalla. Chiusi gli occhi.......Restammo così per qualche istante che mi sembrò eterno.
Si mosse, mi portò le mani sulle scapole e mi spinse via delicatamente, non volli aprire gli occhi ma quando sentì che si alzava in piedi una sottile paura mi invase, paura che diventò più forte e strisciante quando il rumore dell'acqua mi confermò che lei aveva messo un piede fuori dalla vasca .
Uscì completamente e nel buio dei miei pensieri senti le gocce cadere ovattate sul tappeto, la gola mi si strinse e le lacrime salirono ma non sgorgarono. Le ricacciai dentro a forza perché se lei le avesse viste mi avrebbe guardato con sufficienza, quasi con sdegno e quel sentimento nei miei confronti non avrei potuto mai sopportarlo.
La sentì rientrare nella vasca, stavolta davanti a me e ne fui terribilmente sorpresa. Mi si sedette di fronte e mi tirai indietro per lasciarle spazio. Non aprì gli occhi, volevo assorbire e amplificare ogni sensazione possibile, suoni, movimenti, tocchi.
Portò la bocca vicino al mio collo e trattenni il respiro per un istante.
Respirò a fondo l'odore naturale della mia pelle misto al bagnoschiuma che aveva usato poco prima per massaggiarmi la schiena. Si leccò le labbra come sempre faceva per meglio assaporare i miei odori e i miei sapori. Avvicinò la bocca alla base collo e con la punta della lingua cominciò a dare piccoli tocchi lenti, era il suo modo per dirmi che il gioco era iniziato, che tra poco mi avrebbe fatta sua, forse. Un brivido mi scosse la schiena rapido e inaspettato come un fulmine durante un temporale estivo.
La sua lingua morbida e vellutata scese con lentezza esasperante verso il seno, la sentivo assaggiare e indugiare dove le vene scorrevano appena sotto pelle e il loro calore amplificava la mia essenza.
Le sue mani, che fino a quel momento era posate immobili sulle mie spalle, si spostarono tracciando piccoli cerchi di carezze che mi sfiorarono leggere lungo tutta la schiena e poi a risalire nuovamente verso le spalle.
Aprì gli occhi quando la lingua mi si posò al centro dello sterno tra i seni, era l'unico momento in cui potevo guardarla senza essere vista a mia volta. La sua testa era lì, vicina al mio cuore tanto che il solo pensiero aumentò i battiti cardiaci, vedevo i suoi capelli appena umidi sfiorare la mia pelle e fremevo, desideravo, volevo.
La lingua tracciò il contorno del seno lentamente, fin troppo lentamente per poi spostarsi all'areola che fu il suo passatempo per i successivi minuti. La punta della lingua sfiorava il capezzolo senza toccarlo completamente dandomi un sottile e doloroso piacere e quando finalmente fu turgido e duro i suoi denti lo strinsero delicatamente per meglio esporlo al gioco della lingua. L'ennesima scossa di dolore e piacere mi attraversò, cercai di controllare il piccolo spasmo muscolare ma lei lo sentì tanto che strinse un po' di più i denti. La sua mano iniziò a scendere accarezzandomi il fianco con tocco talmente leggero da sfiorarmi solo la pelle come un velo di seta.
Quelle mani, le sue mani, erano meravigliose! Toccavano e sfioravano come se conoscessero i miei desideri, ogni carezza era la riposta ad una mia inespressa domanda e la delicatezza dei tocchi sapeva improvvisamente e inaspettatamente diventare un terribile supplizio.
Assorta nei miei pensieri e con i sensi tesi a godere di ogni suo movimento non mi accorsi che mi stava guardando ma la mia mente percepì comunque i suoi occhi su di me tanto che li aprì e vidi che mi stava osservando. Non si era fermata nel suo gioco di lingua e denti sul mio seno ma aveva leggermente inclinato la testa per osservare la mia reazione. Spostai lo sguardo sulla sua bocca e sulla lingua che continuavano a stuzzicarmi il capezzolo ormai inturgidito e gonfio, mi morsi il labbro inferiore tra i denti, non smetteva di fissarmi. Richiusi gli occhi e portai leggermente la testa indietro esponendo così il mio collo, lei non seppe resistere, poggiò una mano sulla gola; sentì le unghie sfiorare l'incavo tra le clavicole e lo sterno per poi scendere tra i seni e fermarsi poco sopra l'ombelico...

Copyright of the text by alias Satoshi
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:iconstilleschrei:
Stilleschrei Featured By Owner Oct 6, 2012  Hobbyist Photographer
:) Very lovely! Can't read Italien though!
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:iconvelgmon:
velgmon Featured By Owner Oct 6, 2012
thanks! :)

I regret not being able to post a version of the story in English
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:iconstilleschrei:
Stilleschrei Featured By Owner Oct 6, 2012  Hobbyist Photographer
:) You're welcome, well perhaps later you can!
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:iconbeweevability:
Beweevability Featured By Owner Sep 2, 2012  Hobbyist Digital Artist
Wonderful art and a lovely story, I had to use a translator but its beautiful in any language!
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:iconvelgmon:
velgmon Featured By Owner Sep 2, 2012
I'm sorry I don't have a version that has been translated into English, but I'm glad you enjoyed
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:iconbeweevability:
Beweevability Featured By Owner Sep 2, 2012  Hobbyist Digital Artist
Don't apologize :) Just bringing the story into the light was awesome, thank you!
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:iconvelgmon:
velgmon Featured By Owner Sep 2, 2012
(✌゚∀゚)
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